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Questo articolo è stato pubblicato il 07 marzo 2017 alle ore 11:05.
L'ultima modifica è del 07 marzo 2017 alle ore 12:05.

07/03/2017


Ancora un mese contrassegnato da una decisa crescita per quanto riguarda le gare per i servizi di ingegneria e architettura: in base ai dati rilevati ed elaborati dal Centro studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, nel mese di febbraio sono state bandite gare (senza esecuzione) per un importo complessivo che sfiora i 30 milioni di euro circa il quadruplo di quanto rilevato nel mese di febbraio del 2016 (sebbene sia un milione e mezzo in meno di quanto rilevato nel mese di gennaio).
Sembra dunque che l'entrata in vigore, nel corso del 2016, del nuovo Codice degli appalti pubblici (D.Lgs. 50/2016) che, tra le altre misure, ha fortemente limitato il ricorso all'appalto integrato, abbia indotto le stazioni appaltanti ad incrementare la pubblicazione dei bandi di gara per i soli servizi di ingegneria.
Non accenna invece a migliorare la situazione per quanto concerne il rispetto delle indicazioni ANAC relative all'obbligo di indicazione del criterio utilizzato per il calcolo del corrispettivo posto a base d'asta e della pubblicazione del relativo schema di calcolo.
A cinque mesi dalla pubblicazione delle Linee guida ANAC n.1 di attuazione del D.Lgs. 50/2016, recanti "Indirizzi generali sull'affidamento dei servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria", infatti, in più della metà dei bandi non è indicato il criterio utilizzato. Va invece esaurendosi il numero di bandi da rendere nulli a causa dell'utilizzo di criteri di calcolo diversi da quelli previsti nel D.M. 17 giugno 2016 (o nel precedente D.M. 143/2013): a febbraio, appena lo 0,4% dei bandi.