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Questo articolo è stato pubblicato il 13 aprile 2017 alle ore 18:48.
L'ultima modifica è del 14 aprile 2017 alle ore 13:44.

13/04/2017


E' stato approvato oggi, dal Consiglio dei Ministri n. 24, il decreto legislativo correttivo del Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, adottato a norma dell'art. 1, comma 8, della legge delega 11/2016, che perfeziona l'impianto normativo confermandone i pilastri fondamentali, in modo da perseguire efficacemente l'obiettivo dello sviluppo del settore.
Il Governo ha apportato in questo nuovo testo – sul quale sono stati acquisiti i pareri della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari - modifiche e integrazioni al D.Lgs. 50/2016 tenendo conto delle consultazioni effettuate dal Parlamento, delle osservazioni formulate dall'ANAC e delle considerazioni del Consiglio di Stato, oltre alle segnalazioni dei responsabili unici del procedimento effettuate nell'ambito delle consultazioni della Cabina di regia istituita dallo stesso Codice e quelle effettuate in attuazione della legge delega, che prevedeva la consultazione delle principali categorie di soggetti destinatari del provvedimento correttivo. Sono state, pertanto, esaminate 502 proposte di modifica pervenute dagli stakeholder, 94 proposte normative trasmesse dalla Cabina di regia e 110 richieste di modifica pervenute da soggetti non invitati formalmente alla consultazione pubblica, ma che hanno comunque inviato i propri contributi.

Tre le direttrici seguite
1. Modifiche di coordinamento ai fini di una più agevole lettura e interpretazione del testo;
2. integrazioni che migliorano l'efficacia e chiariscono la portata di alcuni istituti, sulla base anche di quanto suggerito dal Consiglio di Stato in sede consultiva e dalle associazioni o dagli operatori di settore;
3. limitate modifiche ad alcuni istituti rilevanti, conseguenti alle criticità evidenziate nella prima fase attuativa del Codice.

Le novità introdotte

- ­Appalto integrato: introdotto un periodo transitorio che prevede che l'appalto integrato sia possibile per gli appalti i cui progetti preliminari o definitivi siano stati già approvati alla data di entrata in vigore del codice e nei casi di urgenza.
- Progettazione: introdotta l'obbligatorietà dell'uso dei parametri per calcolare i compensi a base di gara.
- Contraente generale: prevista una soglia minima pari a 150 milioni di euro per il ricorso all'istituto del contraente generale, per evitare che il ricorso all'istituto per soglie minimali concretizzi una elusione del divieto di appalto integrato.
- Varianti: si integra la disciplina della variante per errore progettuale, specificando che essa è consentita solo entro i limiti quantitativi del de minimis.
- Subappalto: confermata la soglia limite del 30% sul totale dell'importo contrattuale per l'affidamento in subappalto.
- Semplificazioni procedurali: in caso di nuovo appalto basato su progetti per i quali risultino scaduti i pareri acquisiti, ma non siano intervenute variazioni, vengono confermati i pareri, le autorizzazioni e le intese già rese dalle Amministrazioni.
- Manutenzione semplificata: viene definita da un decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e nel limite di importo di 2 milioni e mezzo di euro.
- Dibattito pubblico: sarà effettuato sui progetti di fattibilità tecnica economica e non sui documenti delle alternative progettuali come nel testo approvato in via preliminare.
- Costo della manodopera: se ne prevede la specifica individuazione ai fini della determinazione della base d'asta.
- Albo dei collaudatori: è stato inserito l'obbligo, per le amministrazioni, di scegliere i collaudatori da un apposito albo.

ANCI: progettazioni più rapide grazie a un nostro intervento
"Appalto integrato per le opere di elevata complessità tecnica e meno vincoli per i progettisti dei piccoli comuni sono due modifiche al nuovo Codice degli appalti che, in nome dei sindaci, abbiamo perseguito. Oggi le vediamo recepite nel correttivo varato dal Consiglio dei ministri".
Questo il commento di Antonio Decaro, presidente dell'Anci e sindaco di Bari dopo l'approvazione del decreto correttivo.
"La possibilità di servirsi dello strumento dell'appalto integrato per determinate opere rappresenta una risorsa essenziale per noi amministratori, sempre affannati nel tentativo di ridurre i tempi di progettazione e soprattutto di realizzazione delle opere - spiega Decaro -. Inoltre la correzione della norma che, obbligando i tecnici all'abilitazione agli albi per poter firmare progetti avrebbe paralizzato gli investimenti, garantisce soprattutto l'operatività ai piccoli comuni. Infine un altro aspetto importante del correttivo è la semplificazione dei livelli di progettazione per le manutenzioni ordinarie".