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Questo articolo è stato pubblicato il 17 aprile 2014 alle ore 17:45.
L'ultima modifica è del 17 aprile 2014 alle ore 20:23.

acustica_scuole17/04/2014

Tutto ciò, ha assicurato il Premier, partirà a breve, quando a Palazzo Chigi verrà attivata l'Unità di missione per la scuola che, insieme al Miur, autorizzerà gli interventi di recupero. Il piano scuola dovrebbe essere attuato a partire dal prossimo giugno, quando, cioè, le lezioni termineranno per la pausa estiva. Uno dei parametri architettonici fondamentali nella ristrutturazione scolastica prevista riguarda la qualità acustica degli ambienti scolastici. Questa caratteristica influenza enormemente le capacità uditive, il comportamento e l'apprendimento degli allievi, nonché la salute stessa di questi ultimi e dei docenti. La qualità degli ambienti scolastici e gli standard di benessere degli studenti e degli insegnanti sono spesso un aspetto trascurato nelle fasi di progettazione e di realizzazione di tali edifici. Ad oggi il D.M. 18 dicembre 1975, che costituisce la norma di riferimento in materia, fatica ancora a trovare una effettiva applicazione. I bambini passano buona parte del loro tempo a scuola dove ascoltano le lezioni, studiano, giocano e oggi, sempre più frequentemente, si fermano a mangiare. La qualità dell'ambiente in cui i giovani trascorrono la maggior parte del tempo dunque influisce molto sulla loro salute psicofisica. Anche il rendimento scolastico e il tempo di concentrazione ne sono fortemente condizionati, uno dei fattori preponderanti è proprio la qualità dell'ambiente sonoro. L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) definisce la salute come "uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale", non riferendosi solo all'assenza di malattia e di infermità. La tutela della salute ha quindi l'obiettivo di mantenere inalterato lo stato di benessere evitando di creare le condizioni per cui si verifichino i sintomi di una malattia oggettivamente rilevabile. La reazione al rumore è legata soprattutto alle caratteristiche fisiche del suono, alla durata di esposizione al fenomeno sonoro e in parte alla valutazione che si dà al suono percepito. Infatti, pur essendo esposti a stimoli identici, la percezione della sensazione di fastidio risulta piuttosto variabile: fenomeno che viene spiegato a partire da condizioni personali diverse come la sensibilità individuale al rumore, il tipo di attività svolta in quel momento o le diverse strategie messe in atto per sopportarlo o evitarlo. I danni che un rumore può causare all'organismo possono essere immediatamente collegati all'organo uditivo e possono portare alla perdita momentanea o permanente dell'udito oppure, più semplicemente, ad una difficoltà di percezione del parlato. In altri casi, invece, possono interessare una sfera più ampia dell'organismo umano incidendo per esempio sulla pressione sanguigna o producendo sintomi psicosomatici, disturbi comportamentali e attitudinali. Caratteristiche come l'intensità, l'imprevedibilità e l'incontrollabilità del rumore, soprattutto se protratti nel tempo, interferiscono con l'attività mentale: si parla, per esempio, di concentrazione e attenzione, di comprensione verbale o abilità a trattare problemi complessi, tutte situazioni che possono avere conseguenze significative soprattutto su bambini in età scolare. Cambiamenti repentini di intensità del rumore possono portare ad una immediata reazione fisica, per esempio un sobbalzo o una contrazione muscolare. Al contrario, se lo stimolo risulta irrilevante, continuo e non troppo forte, può subentrare rapidamente uno stato di assuefazione al fenomeno sonoro. Un rumore continuo, elevato e ad alta frequenza agisce invece come un ulteriore carico mentale rendendo difficile la concentrazione e lo svolgimento della propria attività. Generalmente sono prese in causa tutte quelle attività dove è richiesta una costante elaborazione di informazioni: il rumore può mascherare parole e suoni fondamentali per lo svolgimento delle attività in corso e, soprattutto, può interferire con il linguaggio interiore che altro non è che il pensiero che accompagna le varie attività; può interferire con la memoria a breve termine o memoria di lavoro; può creare condizioni in cui si ritardano tutti quei meccanismi di controllo riducendo la quantità e la qualità di prestazione portando ad aumentare il numero degli errori; il rumore, se continuo, può inoltre portare un forte affaticamento, irritabilità con conseguente perdita di concentrazione e infine alterazione della qualità del sonno.
Nonostante il danno e il fastidio uditivo siano le conseguenze più immediate, il disturbo da rumore viene considerato tra i fattori che pregiudicano maggiormente il livello di qualità della vita e, più in generale, il benessere dell'individuo. Non a caso la definizione di rumore come "suono indesiderato" è espresso in termini psicologici più che fisici.
Quindi, quando si parla di scuola, è corretto affermare che il comfort acustico dei vari ambienti del complesso assume, oltre che una grande importanza dal punto di vista della salute, anche una funzione educativa.