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Questo articolo è stato pubblicato il 24 settembre 2018 alle ore 11:06.
L'ultima modifica è del 24 settembre 2018 alle ore 13:06.

24/09/2018

Un cittadino acquista, nel 1984, un immobile su cui intende realizzare un complesso edilizio residenziale; il comune rilascia la concessione edilizia nel 1991. Vengono eseguite delle opere in difformità dalle concessioni edilizie per cui il proprietario inoltra al comune una richiesta di sanatoria. Il comune, a questo punto, sembra avere un comportamento altalenante: da un lato, rilascia delle attestazioni in cui si dichiara che “L'area interessata, oggetto del condono edilizio non è sottoposta a vincoli inibitori di cui alla legge 431/85 (oggi D.Lgs. 42/2004) e della legge 47/1985”; dall'altra, parallelamente, rigetta l'istanza di condono perché le opere ricadrebbero in area vincolata. A complicare le cose interviene la...

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