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Questo articolo è stato pubblicato il 13 dicembre 2016 alle ore 11:36.
L'ultima modifica è del 13 dicembre 2016 alle ore 12:39.

13/12/2016

La Corte di Cassazione ha stabilito che deve considerarsi valido il contratto preliminare di vendita di immobile anche nel caso in cui la caparra sia stata pagata dal promissario acquirente con assegno risultato privo di provvista (c.d. assegno scoperto). (Corte di Cassazione, VI sez. civ., 5 dicembre 2016, n. 24747).

Prima di soffermarsi sulla vicenda è bene dedicare qualche breve cenno alla caparra confirmatoria ed alla sua funzione. La caparra confirmatoria è disciplinata dall’art. 1385 del codice civile e consiste in una somma di denaro che riceve il promittente venditore in seguito alla stipula di un contratto, che al momento della cessione definitiva deve essere resa oppure detratta dal prezzo definitivo di vendita.

La finalità della caparra è...

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