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Questo articolo è stato pubblicato il 01 febbraio 2018 alle ore 15:09.
L'ultima modifica è del 01 febbraio 2018 alle ore 16:08.

01/02/2018


È Jiehao Su, nato nel 1988 in Cina e residente negli USA, il fotografo che si è aggiudicato la seconda edizione del Premio Internazionale di Fotografia di Architettura e Paesaggio Gabriele Basilico.
Il premio biennale - indetto dall'Ordine degli Architetti di Milano, dallo Studio Gabriele Basilico e dalla Fondazione Studio Marangoni e dedicato alla memoria del fotografo Gabriele Basilico, protagonista della fotografia di architettura e di paesaggio internazionale - ha visto quest'anno la partecipazione di 36 autori under 35 selezionati da 24 segnalatori indicati dalla giuria (critici, curatori, docenti, direttori di musei, specialisti di fotografia e arti visive) in 24 Paesi di tutti i continenti.
I progetti fotografici pervenuti hanno preso in considerazione temi quali l'architettura storica, quella contemporanea, il paesaggio antropizzato, la fotografia di interni, la nascita di nuovi luoghi e ogni tipo di complessità dei territori del mondo globalizzato in trasformazione.
Tra i 7 finalisti: Roberto Boccaccino (Italia), Rasel Chowdhury (Bangladesh), Sam Contis (USA), Martin Errichiello e Filippo Menichetti (In Quarta Persona, Italia), Jiehao Su (Cina/USA), Fyodor Telkov (Russia) e James Peter Tylor (Australia), si è aggiudicato la seconda edizione del Premio Basilico il cinese Jiehao Su. Vincitore della prima edizione: Maria Gruzdeva (Russia).
Le fotografie di Su, come spiega spiega l'artista stesso, sono il frutto di una tensione fra temi opposti, tra finzione e realtà, appartenenza e alienazione, presente e memoria. Il progetto di narrazione fotografica, che si intitola "Beijing Views", intende esplorare le intersezioni tra paesaggio, memoria e uomo prendendo in esame il modo in cui la popolazione cinese si innesta nei paesaggi storici e semi-naturali di Pechino, capitale antica e moderna della Cina. Una città fino a poco tempo fa solo immaginata, attraverso racconti e immagini, dalla gran parte della popolazione cinese, e che solo di recente è diventata meta accessibile di viaggi ed esplorazioni. Il progetto di Su intende perlustrare l'anima profonda della metropoli, passando dai parchi sub-urbani ai giardini botanici, dai waterfront ai ritratti di persone, oggetti e situazioni.
"Il lavoro che Jiehao Su ha dedicato al paesaggio cinese (Borderlands, 2012-2015) - ha commentato la Giuria - è una indagine delicata e intima di territori, persone, animali, particolari dell'ambiente legati alla sua storia personale. Senso di appartenenza, solitudine, ricerca dell'identità si rispecchiano in immagini dolci e cariche di sentimento, prive però di retorica, proposte in una narrazione spontanea e armoniosa. Su questa base Jiehao Su intende costruire il suo nuovo lavoro, dedicato alla città di Pechino, tra passato e futuro, realtà e immaginazione".
Entro la fine dell'anno sarà pubblicato il libro sul progetto vincitore insieme alla mostra fotografica in programma il 20 febbraio 2019.

Qui tutte le foto del Premio Basilico