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Questo articolo è stato pubblicato il 11 maggio 2018 alle ore 11:26.
L'ultima modifica è del 11 maggio 2018 alle ore 18:20.

n11/05/2018


Madre Natura continua a impartire lezioni anche al mondo delle costruzioni.
Si stanno infatti sempre più facendo spazio sulla scena prodotti ottenuti da scarti di lavorazione provenienti dal mondo vegetale, esempio virtuoso di concretizzazione della cosiddetta "economia circolare".
E' il caso del riso, di cui l'Italia vanta il primato europeo nella produzione. Si è stimato che per ogni tonnellata di riso lavorato si producano 270 chilogrammi S di scarti tra lolla (200 Kg) e pula (70 Kg), oltre a 1,3 tonnellate di paglia.
Proprio la lolla - il cascame ottenuto dalla sbramatura del riso grezzo e già largamente impiegata in vari settori - da scarto diventa materia prima di alcuni nuovi prodotti per l'edilizia.
La lolla è costituita per circa il 45% da cellulosa e per la restante parte da ossido di silicio e nutrienti. E' leggera, voluminosa (la densità varia tra i 132 e i 140 Kg/mc), imputrescibile e inattaccabile da muffe e insetti grazie all'elevato contenuto in silice.
Tutte queste caratteristiche già nel 2009 avevano attirato l'attenzione di alcuni studenti universitari del Michigan, premiati per la loro ricerca dal MIT, il Massachussets Institute of Technology, con il Clean Energy Prize. Il risultato ottenuto è un isolante a base di cenere di lolla di riso con prestazioni isolanti dieci volte superiori ai materiali derivati dal petrolio e capace di incrementare del 50% l'efficienza di un frigorifero.
Dalla refrigerazione all'isolamento in edilizia il passo è breve.
L'azienda trentina NordTex propone una miscela a base di lolla di riso e calce naturale per ottenere malta per massetti di sottofondo (ISORICE) di facile applicazione - sia manuale che meccanica in spessori dai 5 ai 25 cm - veloce asciugatura, traspirante, leggera, inattaccabile da roditori, insetti e muffe, ad elevato isolamento termo-acustico ed inerzia al fuoco. Il suo carico ridotto la rende particolarmente indicata in caso di restauro di edifici storici e, ovviamente, in bioedilizia.
L'intonaco di fondo (THERMORICE) prevede una miscela in cui alla lolla di riso vengono aggiunte calce idraulica e calce aerea. Traspirante, ha la capacità di assorbire i rumori grazie alla sua porosità ed è compatibile con tutti i supporti. Applicabile sia manualmente che a macchina in spessori da 1 a 16 cm.
Impiega invece la pula di riso - lo strato che ricopre il chicco al di sotto della lolla - miscelata con la calce l'intonaco di finitura (FINORICE).
Grazie alle caratteristiche chimiche della pula associata con calce, polvere di marmo e terre naturali, il materiale è molto stabile ai raggi UV, resistente alle intemperie e igroscopico.
Sia la lolla che la pula garantiscono inoltre una riduzione significativa della CO2.
Altri prodotti simili sono stati presentati da una giovane società piemontese (RiceHouse) all'edizione 2018 di Klimahouse, la fiera bolzanina di riferimento a tema risparmio energetico.
Un termointonaco composto da calce naturale e pula (RH 100); un intonaco di finitura colorato composto da calce naturale e pula di riso (RH 200); un massetto alleggerito (RH 300) da utilizzare come riempimento e livellamento su solai in legno e in laterocemento. La stessa società, insieme a Novello Case, produttrice di edifici prefabbricate in legno, promuove un brand (RISORSA) per incentivare la diffusione di case prefabbricate in legno e paglia di riso, industrializzando il processo di fabbricazione di telai in legno e paglia precompressa, che garantiscano il rispetto degli standard passivi oltre ad una elevata velocità di costruzione.
La paglia, composta da cellulosa, lignina, cere, minerali e silicati, mescolata con lana di scarto e trattata con una soluzione di soda, può essere poi utilizzata per la produzione di pannelli termoisolanti e fonoassorbenti autoportanti.