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Questo articolo è stato pubblicato il 11 luglio 2018 alle ore 16:56.
L'ultima modifica è del 11 luglio 2018 alle ore 18:56.

11/07/2018


L'estate è ormai arrivata e tra i più cresce il desiderio di passare le giornate tra il calore dei raggi di sole e un bel bagno rinfrescante. Avere una casa con piscina è un lusso per molte persone, ma se si ha la fortuna di avere un giardino ci sono anche tante soluzioni per costruirne una senza pensare a tutti i costosissimi (e noiosissimi) lavori edili da fare.
Costruire una piscina in casa significa anche aggiungere un valore aggiunto all'abitazione. Gli italiani lo sanno bene visto che il belpaese sembra essere ai primi posti della classifica europea di proprietari di piscine private con la regione Lazio che vanta il numero più alto, seguita da Toscana e Lombardia. Un trend in crescita che ruota attorno alla ripresa (seppur timida) del settore immobiliare e dal leggero miglioramento della condizione economica degli italiani.
Gli esperti di Habitissimo, il portale che mette in contatto i privati che hanno bisogno di una ristrutturazione o di una riparazione in casa con i professionisti del settore, consigliano come sbrigare alcune pratiche affinché sia tutto in regola ed elencano l'iter burocratico da seguire per poter costruire una piscina, a partire dal controllo di limitazioni e vincoli fino ai permessi da richiedere. Non effettuare le dovute procedure, infatti, significa rischiare l'abuso edilizio.
La prima cosa da fare è la verifica dell'area, in particolare capire se essa è soggetta a vincolo paesaggistico ambientale o storico-architettonico. Molte aree del territorio italiano, in virtù del loro valore paesaggistico o storico-architettonico, sono infatti protette da vincoli che impediscono, regolamentano o limitano le nuove costruzioni, al fine di tutelarne il pregio. In questo caso dovrà essere richiesta l'autorizzazione agli enti preposti come la regione, su parere vincolante della Sovrintendenza.
E' poi fondamentale verificare che non ci siano vincoli idrogeologici. Il suolo italiano, come sappiamo, è molto sensibile al rischio idrogeologico e alcune aree sono quindi soggette a vincolo. Di conseguenza soltanto con un'autorizzazione che segua le procedure regionali potrà essere realizzato lo scavo per la costruzione di una piscina.

I permessi che occorrono per costruire l'impianto
La costruzione di piscine non rientra nell'ambito dell'edilizia libera, pertanto occorrerà presentare le dovute pratiche in comune per il permesso di costruire. Se il volume da realizzare è superiore al 20% della costruzione principale di cui è pertinenza oppure se la piscina è considerata a tutti gli effetti una nuova costruzione, in base a regole comunali o a causa di vincoli, sarà necessario tale permesso.
In tutti i casi in cui invece la portata dell'intervento non ha dimensioni che vanno oltre il 20% del volume dell'edificio è sufficiente presentare la SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività) presso il comune. Questa pratica deve essere redatta da un tecnico abilitato e se entro 30 giorni non ci saranno obiezioni la costruzione della piscina potrà essere avviata. Considerando queste tempistiche occorre quindi muoversi per tempo.
Le ultime pratiche riguardano la gestione delle terre di scavo e quelle delle acque di scarico. La costruzione di una piscina interrata richiede naturalmente la movimentazione del terreno per preparare la realizzazione della vasca. Occorre quindi occuparsi anche di terra e rocce derivate dallo scavo, che possono essere considerate come rifiuti o come sottoprodotti. Se lo scavo è di grandi dimensioni (sopra i 6.000 mc) il materiale andrà smaltito presso una discarica autorizzata, in caso contrario il materiale potrà essere impiegato per altri utilizzi. Una ditta specializzata si occuperà di tutto il processo. Una volta eseguiti tutti i passaggi e costruita la piscina dovrai occuparti anche dello smaltimento delle acque. Trattandosi di acque con aggiunta di cloro queste non potranno essere scaricate nel terreno. Entro limiti stabiliti dal gestore del servizio idrico, le acque della piscina potranno essere assimilate alle normali acque reflue prodotte dall'abitazione. L'acqua di lavaggio dei filtri invece non può essere assimilata alle acque domestiche se non preventivamente trattata. Al superamento dei limiti, gli scarichi da piscine domestiche vengono considerate acque industriali per cui andrà richiesta l'autorizzazione allo scarico in fogna, pratica complessa e onerosa. Si tratta di un aspetto da non sottovalutare, perché trasgredire le norme in vigore costituisce reato penale oltre che un grave danno per l'ambiente.

Ma quanto costa costruire una piscina di tipo "infinity", tra le più recenti tendenze del settore?
Le piscine infinity, le preferite di architetti e paesaggisti, si chiamano così perché l'acqua trabocca dai bordi o li limita, creando un effetto visivo di continuità, di infinito. A seconda poi del paesaggio che ci si trova davanti, l'effetto può essere più o meno suggestivo. Per esempio, se una casa è situata ad una certa altezza, e la zona in cui c'è la piscina ha il mare sull'orizzonte, l'effetto è affascinante ... come se le acque si fondessero in un solo elemento, come se ci si potesse tuffare nel mare dalla piscina.
Questo tipo di piscine, a causa del loro costo elevato erano quasi esclusivamente destinate ad hotel e spa di lusso o, comunque, a case di persone facoltose. Tuttavia le piscine infinity si sono piano piano estese, e quello che prima era un lusso inaccessibile oggi non è più così impossibile. Anche se, in ogni caso, non sono certo economiche.
Il prezzo orientativo stimato in base ai preventivi ricevuti dai professionisti di Habitissimo, è di 25.000 euro per una piscina di 10x5 metri e con 1,5 metri di profondità, includendo manodopera e materiale. Il tempo medio stimato per la realizzazione è di 15 giorni.

Due consigli?
- Il colore dell'acqua della piscina dipenderà dal colore del rivestimento. I colori chiari sono i più utilizzati, ma lo sporco è più evidente.
- Per risparmiare un po' puoi pensare a una scala in alluminio.