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Questo articolo è stato pubblicato il 03 agosto 2018 alle ore 15:49.
L'ultima modifica è del 03 agosto 2018 alle ore 17:47.

03/08/2018

A considerare le novità del settore delle costruzioni a secco si può avere l’impressione che la dimensione ludica abbia preso il sopravvento e che gli architetti si stiano divertendo come bambini in un kindergarten.
Abitazioni che si aprono come pop-up, si incastrano come i precisi pezzi di un meccano, si (auto)costruiscono con mattoncini che ricordano tanto i famosissimi Lego, si piegano come origami. Il tutto in tempi record: da poche ore a poche settimane.
La questione è invece molto seria e, a tratti, rivoluzionaria.
Il presupposto è una presa di coscienza - auspicabilmente collettiva - in termini di impatto ambientale e di emergenza abitativa (dei cosiddetti paesi poveri a non solo) che si traduce in un sovvertimento della millenaria tradizione costruttiva e dei paradigmi dell’abitare.
Costruzioni provvisorie - ma...

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