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Questo articolo è stato pubblicato il 20 gennaio 2016 alle ore 15:27.
L'ultima modifica è del 20 gennaio 2016 alle ore 16:27.

20/01/2016


Viste le numerose richieste di chiarimento pervenute da varie associazioni di categoria, la Direzione generale per l'igiene e la sicurezza degli alimenti chiarisce (con nota 22 dicembre 2015, n. 47415) ulteriormente l'utilizzo del carbone vegetale e l'obbligo di denominazione che devono avere i prodotti di panetteria che utilizzino tale sostanza.

La Direzione ritiene che:

1. è ammissibile la produzione di un "prodotto della panetteria fine" denominato come tale, che aggiunga agli ingredienti base (acqua, lievito e farina), tra gli altri, anche il carbone vegetale come additivo colorante e nelle quantità ammesse dalla regolamentazione europea in materia (Reg. CE 1333/08 All. II Parte E);

2. non è ammissibile denominare come "pane" il prodotto di cui al punto 1, né fare riferimento al "pane" nella etichettatura, presentazione e pubblicità dello stesso, tanto nel caso in cui trattasi di prodotto preconfezionato quanto nel caso di prodotti sfusi (Articolo 18, Legge 580/67);

3. non è ammissibile aggiungere nella etichettatura, presentazione o pubblicità del prodotto di cui al punto 1 alcuna informazione che faccia riferimento agli effetti benefici del carbone vegetale per l'organismo umano, stante il chiaro impiego dello stesso esclusivamente quale additivo colorante.