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Questo articolo è stato pubblicato il 21 gennaio 2016 alle ore 12:37.
L'ultima modifica è del 21 gennaio 2016 alle ore 13:39.

21/01/2016


Nella seduta del 15 gennaio il Governo ha concluso l'esame definitivo del disegno di legge europea 2015 che risolve varie procedure di infrazione e di EU pilot (queste ultime sono procedure che anticipano quella di infrazione).

Tra queste c'e il caso EU pilot 5938/13/SNCO, nato qualche hanno fa da un'indagine del Corpo Forestale dello Stato che aveva contestato l'etichettatura di alcuni prodotti, che pur riportando il tricolore che da sempre contraddistingue il Made in Italy, in realtà utilizzavano materie prime non provenienti dall'Italia.

La Forestale aveva, quindi, irrorato delle sanzioni.

Tale indagine era stata contestata da molte imprese e la Commissione aveva ribadito con lettera indirizzata al Governo, contestando, tra l'altro, che gli agenti della Forestale avessero comminato sanzioni basandosi su «la veridicità dell'indicazione dell'origine italiana nell'etichettatura dei prodotti in questione sulla base del rilievo che la materia agricola utilizzata non proviene dall'Italia», che la norma europea prevede che l'indicazione geografica si riferisca alla trasformazione del prodotto non a quello della materia prima.

Il Governo, quindi, con l'approvazione del disegno di legge cerca di evitare la procedura di infrazione; difatti il provvedimento invia integralmente alla normativa europea sull'indicazione di "origine di un prodotto alimentare", definendo nel contempo le sanzioni pecuniarie per le "fallaci indicazioni" dell'origine di un prodotto che inducono effettivamente in errore il consumatore.