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Questo articolo è stato pubblicato il 18 luglio 2017 alle ore 14:41.
L'ultima modifica è del 18 luglio 2017 alle ore 16:41.

18/7/2017


Entro due mesi l'Italia dovrà dara una risposta motivata al formale richiamo della Commissione UE per il mancato adeguamento della normativa italiana in materia di etichettatura e commercializzazione dei prodotti lattiero-caseari, in particolare in merito alle carenti indicazioni sulla presenza e l'uso di caseine e caseinati nei prodotti.

Infrazioni

La Commissione europea ha comunicato il 13 luglio 2017 le ultime decisioni sul pacchetto di infrazioni rilevate nel mese di luglio, inviando ai Paesi Membri una serie di richiami formali o di lettere di messa in mora, come presupposto per l'avvio di azioni legali davanti alla Corte di Giustizia europea, a fronte del rilevato inadempimento degli obblighi previsti dal diritto dell'UE, al fine di garantirne la corretta applicazione a beneficio dei cittadini e delle imprese.

Parere motivato

In particolare, l'Esecutivo di Bruxelles ha inviato un parere motivato, rilevando il mancato corretto o integrale recepimento da parte dell'Italia, di Cipro e del Regno Unito della normativa europea sulla commercializzazione di alcuni prodotti lattiero-caseari, prevista dalla Direttiva UE/2015/2203, i cui termini di recepimento sono scaduti il 22 dicembre 2016 e non avendo i Paesi incriminati inviato le attese risposte, entro il termine del gennaio 2017, fissato dalle precedenti lettere di messa in mora.

Agricoltura e sviluppo rurale

Per scongiurare il deferimento alla Corte, l'Italia avrà quindi due mesi di tempo per fornire i chiarimenti richiesti in merito alla normativa di recepimento interna delle regole europee sull'etichettatura dei prodotti lattiero-caseari, previste dalla Direttiva UE/2015/2203, al fine di garantire un livello elevato di tutela della salute, sull'intero territorio dell'Unione, allineando la legislazione dei vari Paesi membri sui prodotti alimentari alle norme internazionali, così da agevolare altresì la libera circolazione di tali prodotti per gli operatori del settore alimentare.

Direttiva UE/2015/2203

La Direttiva (Ue) 2015/2203 del Parlamento Europeo e del Consiglio, 25 novembre 2015, «sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle caseine e ai caseinati destinati all'alimentazione umana e che abroga la direttiva 83/417/CEE», prevede la commercializzazione nella UE esclusivamente dei prodotti che rispettano la normativa sulla denominazione e vieta l'utilizzo nella preparazione degli alimenti di caseine e caseinate che non soddisfano i requisiti previsti, imponendo una chiara denominazione ed etichettatura, così da non indurre i consumatori europei in errore sulla natura, qualità e uso al quale sono destinati, specie per le sostanze commercializzate per altri scopi, diversi da quelli lattiero-caseari.

Caseina e caseinati

La caseina, sottolinea la Commissione, come sostanza naturalmente presente nel latte, può essere industrialmente impiegata nella produzione in molti settori quale agglomerante, con molteplici impieghi, ad esempio come componente chiave del formaggio o come additivo alimentare, così come i caseinati, che hanno importanti proprietà nutritive, contengono tutti gli aminoacidi essenziali e sono impiegati nella produzione casearia, negli integratori proteici e nella panna da caffè in polvere.