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Questo articolo è stato pubblicato il 11 settembre 2017 alle ore 11:10.
L'ultima modifica è del 11 settembre 2017 alle ore 13:10.

11/09/2017


È stato pubblicato sulla G.U. n. 209 del 7 settembre 2017 il decreto legislativo 4 agosto 2017, n. 131 recante le disposizioni concernenti il mercato interno del riso.

Il decreto finalizzato alla salvaguardia delle varietà di riso tipiche italiane e all'indirizzo del miglioramento genetico delle nuove varietà in costituzione, alla valorizzazione della produzione risicola, quale espressione culturale, paesaggistica, ambientale e socioeconomica del territorio in cui è praticata e alla tutela del consumatore, anche in ordine alla trasparenza delle informazioni e alle denominazioni di vendita del riso.

Le definizioni e la classificazione

Si intende per riso:

a) riso greggio: il seme della pianta di riso (Oryza sativa, L.) ancora rivestito dalle glumelle denominate «lolla»;

b) riso semigreggio (o integrale): il prodotto ottenuto dalla sbramatura del riso greggio con completa asportazione della lolla; il processo di sbramatura può dare luogo a scalfitture del pericarpo;

c) riso: il prodotto ottenuto dalla lavorazione del riso greggio con completa asportazione della lolla e successiva parziale o completa asportazione del pericarpo e del germe.

Il riso è classificato nei seguenti gruppi:

a) riso a grani tondi ovvero riso tondo ovvero riso Originario;

b) riso a grani medi ovvero riso medio;

c) riso a grani lunghi A ovvero riso lungo A;

d) riso a grani lunghi B ovvero riso lungo B.

Negli allegati pubblicati si precisa ulteriormente le definizioni e le caratteristiche, attraverso
la definizione di gruppi merceologici e delle caratteristiche qualitative;
- le caratteristiche delle varietà che possono fregiarsi della denominazione dell'alimento;

- le disposizioni applicative relative al Registro detenuto dall'Ente Nazionale Risi;

- le caratteristiche qualitative per il riso e il riso parboiled (valori massimi).

I nomi delle varietà di riso greggio non possono essere utilizzati sulla confezione se non figurano anche nella denominazione dell'alimento.

Le indicazioni sulle etichette

Sulla confezione è consentito l'utilizzo di nomi di fantasia ed è consentito indicare che il prodotto possiede particolari caratteristiche, purché tali indicazioni non siano in contrasto con la denominazione dell'alimento e non inducano in errore il consumatore sulla natura, sulla identità, sulla qualità, sulla composizione del prodotto.

Nella denominazione dell'alimento deve figurare:

a) l'indicazione «semilavorato» o «integrale» o «semigreggio» se la lavorazione subita è diversa da quella indicata nel testo del decreto;

b) il particolare trattamento subito;

c) il colore del pericarpo, se diverso dal normale colore biancastro e se dovuto alle caratteristiche ereditarie delle varietà di riso greggio da cui il riso è ottenuto.

Il ruolo dell'Ente Nazionale Risi

Presso l'Ente Nazionale Risi è istituito un registro contenente l'elenco delle varietà del riso greggio.

Il registro è costituito dall'elenco:

a) delle varietà agronomiche, il cui nome può accompagnare la denominazione dell'alimento, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, e descrizione morfologica dei loro granelli;

b) delle varietà agronomiche il cui prodotto può utilizzare la denominazione dell'alimento con i dati relativi alle caratteristiche del granello elencate nell'allegato 2;

c) delle descrizioni morfologiche dei granelli delle varietà.
L'aggiornamento del registro avviene entro il 31 agosto di ognianno e ha effetto a partire dalla campagna di commercializzazione che inizia il 1° settembre dello stesso anno.

È possibile introdurre nuove varietà nel registro; in questo caso il costitutore di una varietà o il responsabile della conservazione in purezza o un portatore di interesse che intende fare richiesta di inserimento di una varietà negli elenchi, deve presentare la domanda all'Ente Nazionale Risi.

Medesima procedura nel caso di cancellazione di una varietà.

Il registro è pubblicato sul sito web dell'Ente Nazionale Risi.

I controlli

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e l'Ente Nazionale Risi svolgono attività di controllo sull'applicazione delle disposizioni del decreto.
Nel decreto sono altresì previste le sanzioni per la violazione delle disposizioni, salvo che il fatto costituisca reato.