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Questo articolo è stato pubblicato il 08 febbraio 2018 alle ore 14:51.
L'ultima modifica è del 08 febbraio 2018 alle ore 15:51.

8/2/2018


Il PAI - Associazione Parchi Avventura Italiani ha inviato un quesito per chiarire il corretto inquadramento dell'attività nell'elenco allegato I al d.P.R. 151/11, con conseguente attivazione degli adempimenti previsti (Esame progetto, presentazione SCIA, rinnovo periodico ecc.).

I Parchi Avventura sono costituiti da percorsi sospesi tra alberi, realizzati con funi d'acciaio e legno, che si inerpicano tra vari alberi di cui sfruttano i supporti naturali, praticabili con attrezzature che ne garantiscono la sicurezza ed il supporto di personale specializzato ed adeguatamente formato.

Non si configurano come "parco divertimento", quale complesso di attrazioni di spettacolo viaggiante che rientrano nella tipologie nell'elenco previsto all'art. 4 della Legge 337/68 (aggiornato con d.m. 18 luglio 2016).

Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco – Direzione Centrale per la Prevenzione Incendi e sicurezza Tecnica, in risposta ad un parere del Comando dei Vigili dei Fuoco di Roma, conferma che il parco avventura, non avendo all'interno alcun "locale di trattenimento" così come definito dal Titolo I del d.m. 19 agosto 1996, non rientra tra le attività individuate al punto 65 dell'allegato I al d.P.R. 151/11 (Locali di spettacolo e di trattenimento in genere, impianti e centri sportivi, palestre, sia a carattere pubblico che privato, con capienza superiore a 100 persone, ovvero di superficie lorda in pianta al chiuso superiore a 200 mq).
Per l'applicazione della regola tecnica di riferimento, i parchi avventura possano essere assimilati ai "parchi divertimenti" di cui alla lettera i) dell'art. 1 del d.m. 19 agosto 1996.

Il Dipartimento VVF segnala inoltre che in tema di percorsi acrobatici installati presso strutture ricreative, per garantire la sicurezza delle strutture e definire precise regole di progettazione, costruzione, controllo, manutenzione e gestione, UNI ha pubblicato le norme UNI EN 15567-1 e UNI EN 15567-2, che definiscono i requisiti di sicurezza dei percorsi acrobatici e dei loro componenti e i requisiti di gestione necessari per assicurare un appropriato livello di sicurezza nell'uso di tali attrezzature.