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Questo articolo è stato pubblicato il 28 maggio 2018 alle ore 11:54.
L'ultima modifica è del 28 maggio 2018 alle ore 13:54.

28/5/2018


È stato pubblicato sulla Gazzette Ufficiale n. 120 del 25 maggio 2018 il decreto legislativo 11 maggio 2018, n. 52, recante "Disciplina della riproduzione animale in attuazione dell'articolo 15 della legge 28 luglio 2016, n. 154".

Il decreto individua i principi fondamentali della disciplina relativa alle condizioni zootecniche e genealogiche applicabili alla riproduzione animale per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla politica agricola comune, in modo da perseguire, omogeneamente sul territorio nazionale, la corretta gestione del patrimonio genetico delle razze di interesse zootecnico nei settori della riproduzione, selezione, ricostituzione, creazione di nuove razze e conservazione della biodiversità zootecnica, confermando le competenze attribuite dall'ordinamento attuale alle regioni e province autonome e nel rispetto del principio di separazione tra le attività di miglioramento genetico, di competenza nazionale, e quelle di consulenza, di competenza regionale.

Gli enti selezionatori e approvazione dei programmi genetici

Al Ministero delle politiche agricole è riconosciuto il compito di riconoscere gli Enti selezionatori e gli Enti Ibridatori; gli Enti selezionatori possono aggregarsi nei comparti produttivi dei bovini da latte, bovini a duplice attitudine, bovini da carne, bufalini, equidi, ovi-caprini, suini.

Il ministero inoltre è l'autorità che, acquisito il parere del Comitato nazionale zootecnico, approva i programmi genetici, presentati dagli Enti selezionatori e dagli Enti ibridatori, che hanno ad oggetto gli animali iscritti ai libri genealogici o, per la specie suina, ai registri dei suini ibridi.

La raccolta dei dati in allevamento e loro gestione

Le attività inerenti la raccolta dei dati in allevamento, sono svolte dagli Enti selezionatori o, su delega degli stessi, possono essere svolte da soggetti terzi.

Questi soggetti terzi devono avere i seguenti requisiti:

a) certificazione ICAR - Comitato internazionale per la registrazione degli animali, con esclusione delle specie equine e suine;

b) sede in Italia con articolazione territoriale che garantisca la raccolta dei dati in allevamento sull'intero territorio nazionale;

c) dotazione delle necessarie strutture e attrezzature nonché di personale di adeguata qualificazione;

d) dotazione di un sistema informativo in grado di organizzare e gestire i dati rilevati negli allevamenti con l'obbligo di alimentare la Banca dati unica zootecnica, di cui al comma 4;

e) personalità giuridica senza fini di lucro;

f) non essere un Ente selezionatore riconosciuto;

g) riconoscimento, da parte del Ministero, quale Autorità nazionale competente, ai sensi dell'articolo 27, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 2016/1012.

La raccolta dei dati

La raccolta dei dati in allevamento è finalizzata ad alimentare la Banca dati unica zootecnica; per il controllo dei dati raccolti, il decreto legislativo istituisce, senza nuovi o maggiori oneri e con le risorse umane, finanziarie e strumentali a disposizione, il Comitato nazionale zootecnico, composto da rappresentanti del Ministero, da un rappresentante del Ministero della salute e da rappresentanti delle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano; i compiti attribuiti al Comitato sono: la regolazione, standardizzazione e indirizzo dell'attività di raccolta dati negli allevamenti.

I dati raccolti sono registrati, organizzati, conservati e divulgati secondo le regole stabilite dal Comitato istituito.

Tutti i dati confluisco nella Banca dati unica zootecnica, che a livello nazionale, è realizzata, anche tramite meccanismi di cooperazione applicativa con la Banca dati nazionale dell'anagrafe zootecnica (BDN) del Ministero della salute, garantendo l'interoperabilità con altre banche dati esistenti e l'accessibilità ai soggetti riconosciuti dalle regioni e province autonome ai fini della consulenza aziendale.

La nuova disciplina sulla riproduzione animale

I soggetti riproduttori delle specie bovina, bufalina, suina, ovina, caprina, equina ed asinina devono essere iscritti nel libro genealogico mentre per le specie ovina e caprina l'obbligo vale solo per i soggetti maschi che partecipano ad un programma genetico.

In caso di utilizzo di soggetti provenienti da paese dell'UE, vale l'obbligo del possesso dei requisiti fissati dalla normativa europea, mentre per i soggetti provenienti da paesi terzi, è obbligatorio il rispetto delle condizioni previsti dalla regolamento (UE) n. 2016/1012.

L'apparato sanzionatorio

Il decreto prevede un complesso apparato sanzionatorio, prevedendo sanzioni amministrative in caso di mancato rispetto delle norme sull'utilizzo nella riproduzione di soggetti che non rispettino i requisiti del provvedimento; le sanzioni sono aumentate di almeno un terzo in caso in cui sia in pericolo la salute degli animali utilizzati e quella dei consumatori finali.