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Questo articolo è stato pubblicato il 01 giugno 2018 alle ore 14:35.
L'ultima modifica è del 01 giugno 2018 alle ore 16:35.

01/06/2018


Con Interpello 23 maggio 2018, n. 3 il Ministero del Lavoro affronta due temi di rilevante impatto ai fini della vigente disciplina prevenzionale.

Sollecitato dal Dipartimento Autonomie Locali e Polizie Locali il Ministero chiarisce confini e ambiti applicativi del D.Lgs.81/08 e si sofferma a delineare, in una logica interpretativa, la nozione di luogo di lavoro in fattispecie assai particolari. Viene infatti richiesto di conoscere se le postazioni mobili o soggette a cambiamento, ed in particolare i campi nomadi presso i quali la Polizia Locale svolge servizi di vigilanza (sovente interessati da roghi che, oltre all'allarme di inquinamento ambientale ed oltre al danno alla salute cagionato nei confronti dei cittadini, preoccupano non poco tutti i reparti di Polizia Locale coinvolti rappresentando un pericolo per la salute e sicurezza dei lavoratori coinvolti nel servizio di pattuglia) costituiscano ambiente di lavoro alla luce dell'art. 3 comma 2, del D.Lgs.81/2008.

La questione è di non poco conto in quanto, in caso di risposta affermativa, discenderebbe l'obbligo, da parte dei Comandi di Corpi di Polizia Locale, di predisporre le misure di sicurezza generali indicate dagli artt. 62 e segg. e 42 e segg. del richiamato D.Lgs.81/08 e, più specificamente, quelle di cui all'allegato IV del medesimo Decreto (artt. 1, 2, 4) nell'ambito della attività di presidio dei roghi medesimi.

Viene inoltre richiesto se e in che misura la vigente normativa prevenzionale si applichi nei confronti dei dipendenti della Polizia Locale e se essi possano essere incardinati nelle Forze destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica.

Dopo un'ampia disamina della vigente normativa, il Ministero del Lavoro conclude evidenziando in primo luogo che il D.Lgs.81/2008 si applica, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, a tutti i settori di attività, privati e pubblici e a tutte le tipologie di rischio e, pertanto, "riguarda anche l'attività svolta dagli appartenenti alla Polizia Locale alla quale si applicano altresì le disposizioni previste dall'articolo 3, comma 2, del D.Lgs.81/2008, qualora l'attività comporti lo svolgimento di compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica".

In ordine al secondo quesito, il Ministero chiarisce che ferme restando le disposizioni di cui al titolo IV", per luoghi di lavoro, ai sensi dell'articolo 62 del D.Lgs.81/2008, si intendono, unicamente ai fini dell'applicazione del Titolo II, i "luoghi destinati ad ospitare posti di lavoro, ubicati all'interno dell'azienda o dell'unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell'azienda o dell'unità produttiva accessibile al lavoratore nell'ambito del proprio lavoro".

La valutazione dei rischi non può quindi non tener conto degli aspetti connessi alle caratteristiche peculiari dei compiti e delle attività svolte dai singoli lavoratori ovvero alla specifica situazione organizzativa.