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Questo articolo è stato pubblicato il 04 giugno 2018 alle ore 10:40.
L'ultima modifica è del 04 giugno 2018 alle ore 12:40.

4/6/2018


In seguito al rinvenimento su larga scala di residui di Fipronil in diverse partite di uova avvenuto l'estate scorsa, l'EFSA ha pubblicato l'analisi dei dati raccolti dai campioni alimentari in questione.

Il Fipronil, è un insetticida usato in veterinaria contro i parassiti degli animali domestici e risulta tossico per l'uomo. Nonostante l'Unione europea vieti il suo impiego negli allevamenti di animali della catena alimentare, l'estate scorsa le autorità belghe ne hanno ritrovato tracce in alcune partite di uova, con conseguente ritiro di milioni di prodotti dal mercato europeo. La contaminazione era stata causata dall'uso illecito del suddetto farmaco in allevamenti di pollame.

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità questa sostanza risulta dannosa per l'uomo poiché comporta un impatto negativo su fegato, reni e tiroide. I rischi sono proporzionati alla quantità di prodotto ingerito e non possono essere escluse complicazioni, soprattutto nel caso dell'ingestione da parte di bambini.

Per l'Istituto tedesco di valutazione (BfR) il potenziale consumo di uova contaminate da fipronil porterebbe ad un'assunzione di tale sostanza pari a 1,2 mg/kg e questo quantitativo potrebbe rappresentare un rischio per superamento della dose acuta di riferimento solo nei neonati di peso medio di 8,7 kg, presupponendo un consumo di circa due uova al giorno. Tale scenario non risulta rappresentativo dei consumi della popolazione italiana, specie in riferimento ai bambini. Ad ogni modo stiamo parlando di una sostanza tossica a tutti gli effetti e quindi assolutamente da evitare anche in quantitativi che fossero sotto al valore soglia.

Gli Stati membri UE hanno trasmesso all'EFSA i risultati dell'analisi di oltre 5.000 campioni di uova e pollame raccolti tra il 1° settembre e il 30 novembre 2017.

Le analisi effettuate su tali campioni riguardavano Fipronil e altre sostanze attive specificate dalla Commissione europea. I risultati hanno evidenziato che 742 di questi campioni contenevano residui in quantità superiori ai limiti di legge e quasi tutti di Fipronil.

La maggior parte dei prodotti che superavano i limiti di legge è stata riscontrata in campioni già sospetti, ossia derivati da produttori per i quali era nota o ipotizzata una violazione d'uso.

Gli Stati nei quali si sono verificati gli illeciti sono Paesi Bassi, Italia, Germania, Polonia Ungheria, Francia, Slovenia e Grecia.

Gli alimenti interessati erano principalmente uova non trasformate di gallina e grasso di galline ovaiole. Alcuni sforamenti sono stati segnalati nel muscolo delle galline ovaiole e in uova in polvere.
La relazione è stata messa a disposizione dei gestori del rischio dell'UE e degli Stati membri.