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Questo articolo è stato pubblicato il 25 giugno 2018 alle ore 11:59.
L'ultima modifica è del 25 giugno 2018 alle ore 13:58.

26/6/2018


Con atto n. 9858 del 15 giugno 2018 la Giunta Regionale del Lazio ha adottato e sottoposto all'esame del Consiglio Regionale una proposta di legge concernente "Norme per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali".

Si tratta del primo testo di legge esistente in Italia sul tema dei diritti dei lavoratori della Gig economy, dei rider e dei lavoratori che operano tramite piattaforme digitali.

La proposta di legge garantisce sia la tutela della salute e della sicurezza del lavoratore sia quella assistenziale e previdenziale, promuovendo così lo sviluppo responsabile dell'economia digitale.

Più in particolare essa introduce disposizioni dirette a:

– tutelare la dignità, la salute e la sicurezza del lavoratore digitale;

– migliorare la trasparenza del mercato del lavoro digitale;

– contrastare il lavoro non sicuro e ogni forma di diseguaglianza e di sfruttamento.

Molteplici sono le tutele che vengono offerte al lavoratore digitale, ovvero alla persona che offre alla piattaforma la disponibilità della propria attività di servizio.

Sul fronte delle tutele prevenzionali si prevede che il lavoratore digitale abbia diritto alla tutela contro gli infortuni nell'attività di servizio e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi all'attività di servizio.

A tal fine la piattaforma deve adottare le misure necessarie a tutelare la salute psico-fisica del lavoratore digitale. Viene previsto al riguardo che la piattaforma eroghi a ciascun lavoratore digitale una formazione sufficiente e adeguata in materia di salute e sicurezza e, in particolare, sui rischi e danni derivanti dall'esercizio della prestazione e sulle procedure di prevenzione e protezione tipiche della prestazione.

Per parte sua, il lavoratore digitale è tenuto a partecipare ai programmi di formazione in tema di salute e sicurezza sul lavoro organizzati dalla piattaforma. Quest'ultima, con oneri a proprio carico, fornisce al lavoratore digitale dispositivi di protezione conformi alla disciplina in materia di salute e sicurezza e provvede alle spese di manutenzione dei mezzi di lavoro, in relazione all'attività di servizio svolta.

Si prevede poi che la piattaforma fornisca un'informativa scritta e preventiva ai lavoratori:

– sui rischi generali e sui rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione dell'attività di servizio;

– sul luogo in cui è svolta l'attività di servizio;

– sull'oggetto dell'attività di servizio;

– sul compenso e sulle indennità speciali;

– sugli strumenti di protezione assegnati;

– sulle modalità di formazione ed elaborazione del rating reputazionale e sugli effetti che tale rating può avere sulla domanda dell'attività di servizio da parte della piattaforma;

– sulla procedura di verifica del rating reputazionale a seguito di contestazione da parte del lavoratore digitale.

Di rilevante impatto sono anche le previsioni in tema di tutela assistenziale e previdenziale. Al riguardo la piattaforma deve attivare, con oneri a proprio carico, l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali in favore del lavoratore digitale, per danni cagionati a terzi durante l'effettuazione dell'attività di servizio, nonché quella per la tutela della maternità e della paternità. La conseguente copertura assicurativa non deve avere franchigie a carico del lavoratore. Si prevede poi che, ai fini del calcolo del premio assicurativo nonché della liquidazione delle prestazioni relative alla copertura assicurativa contro gli infortuni e le malattie professionali, si faccia riferimento alla retribuzione convenzionale giornaliera corrispondente alla misura del limite minimo di retribuzione giornaliera in vigore annualmente per tutte le contribuzioni dovute in materia di previdenza sociale.

Interessante infine la disposizione che vincola la Regione, nel rispetto degli articoli 38 e 117 della Costituzione, a promuovere, con il coinvolgimento delle parti sociali, forme di tutela integrative in materia di previdenza e assistenza anche mediante gli enti e i fondi bilaterali.

La violazione degli obblighi sopra descritti comporta una sanzione amministrativa a carico della piattaforma da cinquecento a duemila euro. L'entità della sanzione, le modalità di accertamento delle violazioni, le procedure di notifica e di riscossione saranno stabilite con successiva deliberazione della giunta regionale.