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Questo articolo è stato pubblicato il 31 luglio 2018 alle ore 14:19.
L'ultima modifica è del 31 luglio 2018 alle ore 16:19.

31/7/2018


Con risposta ad interpello 23 luglio 2018, n. 6 il Ministero del lavoro affronta il tema della vigilanza degli operatori impiegati in attività rischiose e chiarisce che, nell'ambito del trasporto ferroviario, l'adozione di strumenti per il controllo dell'attività del "macchinista" è da ritenersi obbligatoria sulla base di norme nazionali ed europee.

La tematica rientra inoltre, ad avviso della Commissione per gli interpelli, nell'ambito di applicazione della normativa prevenzionale, in specie degli articoli 17 e 28 del D.Lgs. 81/08, che impongono al datore di lavoro di valutare l'impatto di qualsiasi dispositivo (vigilante) omologato sulla salute e sicurezza dei lavoratori.

Viene infine chiarito che l'eventuale assenso di conformità dei dispositivi per il controllo della vigilanza del macchinista da parte del Ministero dei Trasporti e dell'Agenzia Nazionale per la sicurezza ferroviaria, non determina di per sé una presunzione di conformità alle disposizioni previste dal decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008.

In conseguenza il datore di lavoro, nell'ambito della valutazione dei rischi, dovrà porre in essere tutte le misure tecnologicamente adottabili tali da eliminare o ridurre gli effetti pregiudizievoli sulla salute del lavoratore, compresi quelli riferiti al lavoro monotono e ripetitivo.