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Questo articolo è stato pubblicato il 08 ottobre 2018 alle ore 12:11.
L'ultima modifica è del 08 ottobre 2018 alle ore 14:11.

8/10/2018


È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 232 del 5 ottobre 2018 il decreto 18 luglio 2018 recante "Disposizioni generali in materia di costituzione e riconoscimento dei consorzi di tutela per le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche dei vini".

Nel dettaglio le novità sono:

1. Per essere riconosciuto dal Ministero delle politiche agricole, il Consorzio deve dimostrare la rappresentatività nella compagine sociale di almeno il 40 per cento dei viticoltori e di almeno il 66 per cento della produzione di competenza dei vigneti dichiarati a DOP o IGP, calcolata sulla base del quantitativo rivendicato e/o certificato, negli ultimi due anni, inteso come media, salva deroga ad un anno nel caso di passaggio di DOC a DOCG e da IGT a DOC.

2. Sempre per il riconoscimento deve trasmettere:

a) il nome della denominazione per la quale il consorzio opera;

b) le modalità per l'ammissione al consorzio, garantendo espressamente l'accesso, senza discriminazione, in maniera singola o associata, esclusivamente ai viticoltori, ai vinificatori ed agli imbottigliatori sottoposti al sistema di controllo di cui all'art. 64 della Legge, della DO o della IG tutelata;

c) gli obblighi degli associati, le modalità per la loro esclusione e/o l'esercizio della facoltà di recesso, che deve essere sempre consentita;

d) l'individuazione e le funzioni degli organi sociali (Assemblea, Consiglio di amministrazione, Presidente, Organo di controllo);

e) le norme per la nomina dell'organo di controllo che, se costituito in forma collegiale deve prevedere che almeno un membro effettivo ed uno supplente che siano scelti tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili; se costituito in forma monocratica, deve prevedere che il sindaco unico sia scelto tra i revisori legali iscritti nell'apposito registro;

f) le modalità di nomina dei componenti degli organi nonché le norme di funzionamento degli organi medesimi;

g) le norme relative alle modalità di voto e rappresentanza delle diverse categorie della filiera all'interno del consorzio;

h) le norme che garantiscano l'autonomia decisionale in tutte le istanze consortili, nel caso in cui il consorzio operi per più DO ed IG;

i) le norme per il componimento amichevole nella forma dell'arbitrato - anche irrituale - delle eventuali controversie che dovessero insorgere tra i soci ovvero tra i soci e il consorzio e tutte le controversie promosse da amministratori, liquidatori e sindaci, ovvero nei loro confronti, o che abbiano per oggetto la validità di delibere assembleari.

3. Il decreto fissa i criteri di rappresentatività: il consorzio di tutela deve essere rappresentativo di almeno il 35 per cento dei viticoltori e di almeno il 51 per cento, per cento della produzione di competenza dei vigneti dichiarati a DOP o IGP, calcolata sulla base del quantitativo rivendicato e/o certificato, negli ultimi due anni, inteso come media, salva deroga ad un anno nel caso di passaggio di DOC a DOCG e da IGT a DOC; il 51% della produzione deve essere composto per almeno il 25% da prodotto certificato ed imbottigliato.

4.Per perseguire i propri fini, il Consorzio può procedere all'adozione di un Piano per coordinare le attività; è fatto assoluto divieto di fissare nel Piano i prezzi di vendita, mentre il Piano risulta vincolante per tutti i viticoltori e imbottigliatori del Consorzio.

5. È ribadita l'attività di vigilanza da effettuare in collaborazione e coordinamento con l'ICQRF, il Dipartimento dell'ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari.

6. Ogni Consorzio deve costituire un fondo consortile, costituito da quote il cui valore è determinato dall'assemblea del consorzio di tutela; il fondo patrimoniale netto di bilancio è determinato, alla fine di ogni esercizio, dalla somma algebrica:

a. del fondo inizialmente conferito in sede di costituzione del consorzio di tutela;

b. delle quote versate dai consorziati ammessi a far parte del consorzio di tutela;

c. dagli eventuali nuovi versamenti in conto capitale deliberati dall'assemblea dei consorziati;

d. dei risultati economici dei bilanci annuali (avanzi e disavanzi di gestione);

e. dell'eventuale contributo di avviamento versato dai nuovi soggetti utilizzatori della DO o IG, al momento della immissione nel sistema di controllo;

f. delle componenti straordinarie positive o negative non riferibili alla gestione ordinaria quali contributi volontari versati da consorziati o da terzi (enti pubblici e privati) ed eventuali lasciti o donazioni.