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Questo articolo è stato pubblicato il 15 ottobre 2018 alle ore 16:21.
L'ultima modifica è del 15 ottobre 2018 alle ore 18:21.

15/10/2018


Con decreto 10 agosto 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 10 ottobre 2018, n. 236, il Ministero della Salute ha definito gli standard di sicurezza e impiego per le apparecchiature a risonanza magnetica

Il provvedimento rappresenta una sintesi delle norme di buona tecnica e delle raccomandazioni nazionali e internazionali disponibili e tiene conto della normativa di sicurezza sul lavoro vigente.

Un ruolo di rilievo nella gestione delle apparecchiature a risonanza magnetica viene affidato al legale rappresentante della struttura sanitaria in cui è installata l'apparecchiatura il quale, con la collaborazione del personale tecnico specializzato, è tenuto ad assicurare il rispetto degli standard tecnici e la protezione fisica e la sorveglianza medica degli operatori, dei pazienti e della popolazione esposta.

Viene poi previsto che entro sessanta giorni dall'avvenuta installazione dell'apparecchiatura di risonanza magnetica, il legale rappresentante della struttura sanitaria deve comunicare alla regione o provincia autonoma di appartenenza e agli organi di vigilanza il completo soddisfacimento degli obblighi previsti dal decreto in esame, trasmettendo la relativa documentazione tecnica.

Il decreto prevede, tra l'altro, che l'installazione di apparecchiature a risonanza magnetica (a eccezione delle apparecchiature a risonanza magnetica settoriali) è consentita presso le strutture sanitarie pubbliche o private, autorizzate e accreditate secondo i requisiti stabiliti a livello regionale, e comunque dotate di un'apparecchiatura di tomografia computerizzata, di un'apparecchiatura di radiologia convenzionale e di un ecografo.

Alle Regioni è consentito, anche in base a eventuali proprie valutazioni sulla connotazione tecnologica delle strutture sanitarie, derogare dalla necessità della presenza dell'apparecchiatura dì tomografia computerizzata se sia prevista e regolamentata un'integrazione con strutture vicine di diagnostica per immagini.

Per quanto riguarda le apparecchiature a risonanza magnetica mobili, il decreto in esame prevede che esse debbano essere inserite in una struttura sanitaria che disponga delle altre apparecchiature di diagnostica, ferma restando la necessità di individuare precisi bacini geografici di utenza, comunque non eccedenti l'ambito regionale.

Le apparecchiature a risonanza magnetica mobili sono temporanee e come tali esclusivamente sostitutive di quelle fisse già autorizzate. Possono essere utilizzate solo per consentire la manutenzione o sostituzione dell'apparecchiatura a risonanza magnetica già autorizzata o interventi sulla struttura e comunque per un periodo non superiore a un anno.

Relativamente ai profili di responsabilità, il decreto prevede che il datore di lavoro sia obbligato:

- a nominare con atto formale i responsabili per la sicurezza prima dell'avvio della fase progettuale;

- ad assicurare i mezzi per la messa in atto del programma di garanzia della qualità e della sicurezza nell'uso clinico dell'apparecchiatura a risonanza magnetica definiti dai responsabili per la sicurezza fornendo loro tutti i mezzi necessari per la sua attuazione.