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Questo articolo è stato pubblicato il 07 novembre 2018 alle ore 14:29.
L'ultima modifica è del 07 novembre 2018 alle ore 15:33.

7/11/2018


La rivalutazione delle prestazioni economiche – fissata nella misura del 1,10% - riguarda i ratei di rendita maturati e gli indennizzi in capitale liquidati dal 1° luglio 2018 e si applica esclusivamente agli importi erogati dall'Inail. Per i ratei di rendita maturati a decorrere dal 1° luglio 2018, l'incremento si applica agli importi relativi alla quota che ristora il danno biologico. Per quanto riguarda gli indennizzi in capitale, la rivalutazione si applica agli importi erogati a seguito di provvedimenti emanati a decorrere dal 1° luglio 2018. Nei casi di revisione e di aggravamento, la rivalutazione si applica solo ai maggiori importi eventualmente liquidati a far data dal 1° luglio 2018.

Si ricorda, in proposito, che il danno biologico Inail è una prestazione economica non soggetta a tassazione Irpef riconosciuta per gli infortuni verificatisi dal 25 luglio 2000 e per le malattie professionali denunciate dalla stessa data, per i quali è accertato un grado di menomazione dell'integrità psicofisica compreso tra il 16% ed il 100%. Decorre dal giorno successivo alla guarigione clinica.

L'indennizzo erogato viene stabilito in relazione al grado, valutato sulla base della "Tabella delle menomazioni" prevista dal D.Lgs. 38/00, che include circa 400 voci e consente di valutare menomazioni precedentemente non considerate, quali, ad esempio, il danno estetico o quello all'apparato riproduttivo.

L'importo della rendita viene calcolato sulla base di:

- una quota che indennizza il danno biologico provocato dall'infortunio o dalla malattia professionale, commisurata solo alla percentuale di menomazione accertata. L'importo è fissato secondo la "Tabella indennizzo danno biologico in rendita" di cui al d.m. 12 luglio 2000;

- una quota per le conseguenze della menomazione sulla capacità dell'infortunato/affetto da malattia professionale di produrre reddito con il lavoro, commisurata al grado accertato e a una percentuale della retribuzione percepita dall'assicurato calcolata sulla base del coefficiente indicato nella "Tabella dei coefficienti" di cui al citato d.m.

L'importo della quota di rendita per le conseguenze patrimoniali della menomazione è aumentato in presenza di coniuge e figli, nei soli casi previsti dalla legge, del 5% per ciascuno di questi.

La rendita è soggetta a revisione nelle scadenze previste dalla legge entro i limite di 10 anni dalla data di decorrenza della rendita da infortunio e di 15 anni dalla data di decorrenza della rendita da malattia professionale; la revisione può comportare l'aumento/diminuzione/cessazione della stessa, ovvero il riconoscimento dell'indennizzo in capitale. Solo per il lavoratore agricolo è previsto il riscatto in misura totale o parziale:

- per intero, se trascorsi almeno due anni dalla liquidazione della rendita, a specifiche condizioni, e per investimenti e miglioramenti della propria attività, il grado di menomazione risulti pari o superiore al 35%, e i postumi non siano suscettibili di modificazioni;

- in misura non superiore alla metà dell'indennizzo, se trascorsi almeno due anni dalla liquidazione della rendita, a specifiche condizioni, e per investimenti e miglioramenti della propria attività, e i postumi siano suscettibili di modificazioni.