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Questo articolo è stato pubblicato il 07 febbraio 2019 alle ore 11:14.
L'ultima modifica è del 07 febbraio 2019 alle ore 12:14.

7/2/2019


Nella Gazzetta Ufficiale n.30 del 5 febbraio 2019 è stato pubblicato il d.m. 25 gennaio 2019 - Modifiche ed integrazioni all'allegato del decreto 16 maggio 1987, n. 246 concernente norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione.

La normativa riguarda gli edifici di civile abitazione introducendo delle misure gestionali e indicazioni di prevenzione incendi per le facciate ed è strutturata in 3 articoli ed un allegato con modifiche ed integrazioni al d.m. 246/87.

La mappa delle modifiche

Art. 1 che modifica le norme tecniche contenute nel d.m. 246/87, sostituendo il punto «9. Deroghe» e introducendo, dopo il punto 9, il punto «9-bis. Gestione della sicurezza antincendio».

Art. 2 che riguarda requisiti di sicurezza antincendio delle facciate, che sono valutati con i seguenti obiettivi:

a) limitare la probabilità di propagazione di un incendio originato all'interno dell'edificio;

b) limitare la probabilità di incendio di una facciata e la successiva propagazione per incendio esterno;

c) evitare o limitare, in caso d'incendio, la caduta di parti di facciata.

Ai fini del raggiungimento degli obiettivi, in attesa di determinare metodi di valutazione sperimentale dei requisiti di sicurezza antincendi, può essere utilizzata la guida tecnica «Requisiti di sicurezza antincendio delle facciate negli edifici civili» allegata alla lettera-circolare n. 5043 del 15 aprile 2013.

Le disposizioni si applicano agli edifici di nuova realizzazione e per quelli esistenti interessati alla realizzazione o rifacimento delle facciate per una superficie superiore al 50% della superficie complessiva.

Le disposizioni non si applicano per gli edifici di civile abitazione per i quali siano stati pianificati, o siano incorso, lavori di realizzazione o di rifacimento delle facciate sulla base di un progetto approvato dai Vigili del Fuoco, ovvero che siano in possesso degli atti abilitativi rilasciati dalle competenti autorità.

Art. 3 che prevede disposizioni transitorie ed i termini di adeguamento:

a. due anni per le disposizioni riguardanti l'installazione, ove prevista, degli impianti di segnalazione manuale di allarme incendio e dei sistemi di allarme vocale per scopi di emergenza;

b. un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto per le restanti disposizioni.

Per gli edifici di civile abitazione esistenti, viene comunicato ai Vigiili del Fuoco l'avvenuto adempimento agli adeguamenti previsti al comma 1, all'atto della presentazione della attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio.

Il decreto entra in vigore il 90° giorno successivo dal 5 febbraio 2019.

L' Allegato I riporta modifiche ed integrazioni al d.m. 246/87, come indicato all'art. 1.
Punto 9 - Deroghe (in sostituzione del precedente)

Qualora per particolari esigenze di carattere tecnico o di esercizio non fosse possibile attuare qualcuna delle prescrizioni contenute nelle presenti norme potrà essere avanzata istanza di deroga con le procedure di cui all'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151.

Punto 9-bis. - Gestione della sicurezza antincendio (di nuova introduzione) ed articolato come segue:

1. Definizioni

2. Attribuzione dei L.P. (livelli di prestazione) come di seguito indicato:

- L.P. 0 - per edifici di tipo a) (altezza antincendi da 12 m a 24 m);

- L.P. 1 - per edifici di tipo b) e c) (altezza antincendi oltre 24 m a 54 m);

- L.P. 2 - per edifici di tipo d) (altezza antincendi oltre 54 m fino a 80);
- L.P. 3 - per edifici di tipo e) (altezza antincendi oltre 80 m).

Per gli edifici di altezza antincendi superiore a 24 m, qualora siano presenti attività ricomprese in allegato I al d.P.R. 151/11, e comunicanti con l'edificio stesso ma ad esso non pertinenti e funzionali, dovrà essere adottato un livello di prestazione superiore, indipendentemente dal tipo di comunicazione.

3. Misure gestionali in funzione dei L.P.

Il responsabile dell'attività deve adottare quanto indicato in tabelle per ogni livello di prestazione:

3.1 - L.P.0 (12 m h < 24 m) - Tabella 0;

3.2 - L.P.1 (24 m < h 54 m) - Tabella 1;

3.3 - L.P.2 (54 m < h 80 m) - Tabella 2;

3.4 - L.P.3 (h >80 m) - Tabella 3.